Le mie impressioni sulla scelta di una carriera per i lungoterministi

This is an Italian translation of My current impressions on career choice for longtermists

Questo post riassume brevemente le mie impressioni sulla scelta di una carriera per i lungoterministi. Non ci ho riflettuto così a lungo come hanno fatto quelli di 80,000 Hours, ma penso sia utile avere più punti di vista sulla questione.

Anche se i lavori che elenco si sovrappongono spesso con quelli proposti da 80,000 Hours, li organizzo e concettualizzo in modo diverso. Su 80,000 Hours si tende a dare maggiore importanza ai “percorsi” verso ruoli specifici per lavorare a cause specifiche; io, al contrario, do maggiore importanza ai “talenti” che si possono sviluppare lavorando in una grande varietà di ruoli e cause (incluse organizzazioni che non fanno parte dell’altruismo efficace) e che si possono poi applicare a una grande varietà di lavori di rilievo per il lungoterminismo (spesso con la possibilità di lavorare a più di una causa). Esempi di questi talenti includono: “aiutare le organizzazioni a raggiungere i loro obiettivi attraverso buone pratiche lavorative”, “mettere a confronto le affermazioni”, “comunicare idee già esistenti a un pubblico non ancora convinto,” ecc.

(Altri modelli di riferimento per scegliere la propria carriera consistono nel cominciare con le cause (sicurezza delle IA, rischi biologici, ecc.) o con le euristiche (“Scegli un lavoro in cui eccelli”, “Scegli un lavoro che ti permette di creare un capitale di carriera e ti dà più possibilità.”). Personalmente penso che quando si tratta di scegliere la propria carriera sia utile considerare più modelli di riferimento, perché, anche se qualsiasi modello può contenere informazioni utili, c’è sempre il rischio che sia troppo dogmatico o specifico per i singoli casi).

Per ogni talento che elencherò, includerò anche idee su come esplorarlo e come capire se si stanno facendo progressi. Quello che mi piace dei modelli basati sui talenti è che, se si vuole, spesso è relativamente semplice farsi un’idea di ciò che promette un dato “talento” e dei progressi in quell’ambito. Questo al contrario degli approcci basati sulle cause o sui percorsi, dove spesso capire se ci sono lavori disponibili in un dato percorso o per una data causa è più questione di fortuna, cosa che rende difficile capire come procedere. Questo modello non vi renderà più semplice trovare il lavoro che volete, ma potrebbe aiutarvi nel capire quali lavori sono adatti a voi e quali no.

Ho cercato di elencare quei talenti che hanno un’alta probabilità di contribuire direttamente a obiettivi lungoterministi. Sicuramente ci sono altri talenti che avrei potuto inserire, inclusi quelli che, da un punto di vista lungoterminista, non sembrano troppo promettenti al momento attuale ma che potrebbero esserlo in futuro.

In molti casi, sviluppare uno di questi talenti non garantisce che otterrete un lavoro direttamente orientato ai principali obiettivi lungoterministi. Il lungoterminismo è una visione del mondo molto recente e, perlomeno adesso, ci sono pochi lavori che rientrano in questa visione. Sono però dell’opinione che, anche se non otterrete mai un lavoro di quel tipo, ci sono molte occasioni per contribuire a raggiungere i principali obiettivi lungoterministi, con qualsiasi lavoro e talento abbiate a disposizione. Per approfondire questo punto di vista, ho aggiunto una sezione “al di là dei talentiper contribuire ugualmente al lungoterminismo.

Alcuni talenti importanti per il lungoterminismo:

Mettere in piedi, dirigere e promuovere un’organizzazione[1]

Il profilo in breve: aiutare un’organizzazione contribuendo con capacità “utili in generale”. Con “capacità utili in generale” intendo capacità che possano aiutare molte organizzazioni diverse a raggiungere molti obiettivi diversi. Alcune di queste capacità includono:

  • Gestione aziendale e project management (incluso il definire obiettivi, sistemi di misura, ecc.)

  • Coaching gestionale e gestione del personale (alcuni ruoli di management richiedono competenze specialistiche, ma per altri sono sufficienti competenze generiche in campo dirigenziale)

  • Leadership esecutiva (definire e lavorare su obiettivi che riguardano l’intera organizzazione, prendere decisioni di massimo livello sul budget, ecc.)

  • Assunzione di personale

  • Fundraising e marketing

  • Risorse umane

  • Gestione dei servizi

  • Gestione degli eventi

  • Assistenti e ruoli amministrativi

  • Comunicazione aziendale e pubbliche relazioni

  • Finanza e contabilità

  • Diritto d’impresa

Esempi:

Beth Jones (Direttrice gestionale presso Open Philanthropy); Max Dalton e Joan Gass presso CEA; Malo Bourgon presso MIRI. (Mi sono concentrato su persone con ruoli dirigenziali e ho fornito solo qualche esempio, ma avrei potuto elencare una buona fetta di persone che attualmente lavorano per organizzazioni associate al lungoterminismo, così come persone che lavorano per organizzazioni non direttamente associate al lungoterminismo ma il cui lavoro è importante da un punto di vista lungoterminista. In generale, questi esempi sono solo a scopo illustrativo e si concentrano su casi piuttosto semplici o “puri” di persone focalizzate su un singolo talento; consiglio di non soffermarsi su possibili “esclusioni”)

Come sviluppare questo talento:

Questo talento prevede molte specializzazioni possibili. In linea generale, ognuna di queste può essere sviluppata presso qualsiasi organizzazione che ne abbia bisogno.

In molti casi, lavorare in ambito specialistico all’inizio della carriera dà accesso ad altri ambiti in futuro. Spesso è possibile passare da una specializzazione all’altra e provare cose diverse. (Le ultime tre capacità nell’elenco – comunicazione, finanza/​contabilità e diritto d’impresa – sono probabilmente quelle con cui è meno facile).

In particolare, unirsi a organizzazioni piccole ma in crescita mi sembra un’ottima scelta. In questo tipo di organizzazioni c’è spesso la possibilità di lavorare su molte cose diverse e di venire a contatto con molti degli aspetti che riguardano il successo di un’organizzazione. Un ottimo modo per fare esperienza in ambito gestionale, in cui i ruoli spesso richiedono competenze molto richieste e che si possono applicare a molte organizzazioni diverse. Far parte di una società di questo tipo, a prescindere dal ruolo, ed essere flessibili e concentrati sul contribuire al successo della società può essere un’ottima esperienza formativa che ti aiuterà sia a individuare i talenti adatti a te che a svilupparli.

Monitorare i progressi

All’inizio, la domanda “stai facendo progressi nello sviluppo di un talento importante per il lungoterminismo?” può essere riassunta con “Quanto buone sono in generale le tue prestazioni?”. Aumenti di stipendio, promozioni e performance review sono tutti elementi importanti. Personalmente penso che per misurare davvero il tuo successo sia necessario vedere quanto i tuoi colleghi sono entusiasti di te e quanto volentieri ti raccomanderebbero – unito al fatto che gli stessi colleghi (e l’organizzazione per cui lavori) sono a loro volta degni di nota.

Chi lavora su questo talento potrebbe a volte avere l’impressione di non stare contribuendo davvero a un grande obiettivo, nonostante le buone prestazioni. A inizio carriera, penso che per questo talento sia più importante avere buone prestazioni piuttosto che essere entusiasti degli obiettivi dell’organizzazione per cui lavori, dando per buono che il tuo lavoro sia nel complesso soddisfacente e sostenibile. Più avanti, una volta sviluppato un buon set di competenze essenziali, può essere utile dare più peso agli obiettivi.

Talenti politici e burocratici

Il profilo in breve: fare carriera in ruoli di grande influenza nel governo (o altre istituzioni, come la Banca Mondiale) per aiutare grandi istituzioni a prendere buone decisioni per il futuro a lungo termine del mondo.

Mentre la maggior parte dei talenti a sostegno delle organizzazioni aiuta (sul lungo periodo) alcune organizzazioni a raggiungere obiettivi già prefissati e da te condivisi, i talenti politici e burocratici riguardano principalmente l’utilizzare la propria influenza (o una rete di influenze) per aumentare l’importanza e il peso dato a obiettivi lungoterministi all’interno di un’istituzione.

In pratica, rientra in questa categoria qualsiasi carriera che ti porti ad avere una posizione di potere all’interno dello Stato (inclusi ruoli giuridici, amministrativi e legislativi), anche se ovviamente alcune sono più importanti di altre.

Esempi:

Richard Danzig (ex Segretario della Marina, autore di Technology Roulette); diverse persone che stanno conseguendo lauree in scienze della sicurezza a Georgetown e puntano a ottenere (o stanno già ottenendo) lavori all’interno del governo.

Come sviluppare questo talento:

Per prima cosa, è necessario avere un’idea molto precisa di quale istituzione (o insieme di istituzioni) è adatta a te. Potresti ad esempio chiederti: “in quale istituzione mi sentirei a mio agio, produttivo e motivato a lungo seguendone le regole?” Il mio consiglio è di parlare con persone con una lunga carriera alle spalle presso quell’istituzione, in modo da farti un’idea molto precisa di quanto tempo occorra per ottenere il ruolo a cui stai puntando, di come sarà la tua vita quotidiana in quel lasso di tempo e di cosa avrai bisogno per avere successo.

Il passo successivo è candidarsi per qualsiasi ruolo all’interno dell’organizzazione e ottenere buone prestazioni secondo gli standard di questa istituzione. Colleghi che hanno già fatto carriera dovrebbero essere in grado di mostrarti quali sono questi standard. Di solito (ma non è una regola ferrea), direi che fare carriera in qualsiasi ambito all’interno dell’istituzione è un buon inizio, a prescindere dal fatto che quell’ambito si leghi al lungoterminismo o meno.

A volte il modo migliore per fare carriera è prendersi un po’ di tempo all’infuori dell’istituzione stessa (presso ad esempio una facoltà di giurisprudenza, un think tank o scuole di processi politici). Con le scuole di specializzazione spesso c’è il rischio di sprecare troppo tempo senza imparare nulla che possa davvero farti fare carriera, per cui è meglio assicurarsi che quel diploma valga davvero la pena.

Monitorare i progressi

All’inizio la domanda “Quanti progressi stai facendo?” può essere riassunta con “Con quanta rapidità stai facendo carriera, secondo gli standard dell’istituzione?” Le persone con più esperienza (e carriera alle spalle) all’interno dell’istituzione spesso sono in grado di aiutarti ad avere un’idea precisa dei progressi che stai facendo (e, in linea generale, penso che sia importante avere buoni rapporti con queste persone per avere sempre un riscontro onesto da parte loro – un altro indicatore per capire se sei “sulla buona strada”). Se le tue prestazioni sono buone e stai facendo carriera, ci sono buone probabilità che prima o poi sarai in grado di accedere a ruoli all’interno dell’istituzione che sono più importanti per il lungoterminismo.

Penso che una delle domande fondamentali da porsi per questo talento sia “Quanto sembra sostenibile?”. Domanda importante per tutti i talenti, ma soprattutto in questo caso: nel caso di ruoli burocratici e politici, se riuscirai a fare carriera dipenderà da quanto a lungo riuscirai a rimanere in quel ruolo e se riuscirai a soddisfare le aspettative esplicite e implicite dell’istituzione.

Talenti di ricerca concettuale ed empirica su temi lungoterministi fondamentali

Il profilo in breve: contribuire al raggiungimento di conclusioni significative e corrette sulle azioni più importanti che gli altruisti efficaci devono intraprendere. Ad esempio:

  • Quali cause sono più promettenti? (Incluse anche cose come argomentare a favore del lungoterminismo)

  • la distribuzione di probabilità tra, ad esempio, (a) l’avvento di IA trasformative e (b) la portata di diversi rischi esistenziali.

  • Cosa ci può insegnare la storia sui percorsi più promettenti per far crescere la comunità dell’altruismo efficace?

  • Quali cambiamenti di politiche sarebbe meglio sostenere per ridurre il rischio esistenziale?

  • Quanto denaro dovrebbe essere ripartito tra diversi beneficiari per una causa specifica (o in generale)? (E come dovrebbe essere ripartito nel tempo, ovvero, “meglio donare subito o donare in seguito?”)

  • Quali tipi di lavoro sono più indicati per gli altruisti efficaci?

Dal momento che è un ambito che conosco piuttosto bene, scenderò un po’ più nel dettaglio. Penso però che sia uno dei talenti più difficili da sviluppare al momento, perché di solito richiede molta auto-direzionalità.

Esempi:

  • Eliezer Yudkowsky, Nick Bostrom e altri che hanno sostenuto l’importanza di dare priorità ai rischi esistenziali e alla sicurezza delle IA in particolare.

  • La maggior parte delle persone con ruoli di ricerca al Future of Humanity Institute.

  • La maggior parte delle persone con ruoli di ricerca presso Open Philanthropy (la stessa cosa si potrebbe dire per le posizioni di grantmaker).

  • Le persone che lavorano a 80,000 Hours e decidono quali sono i migliori consigli e strategie da dare (al contrario di quelli che decidono come comunicarli).

Vale la pena notare che alcune persone in questa categoria svolgono più che altro ricerca filosofica/​concettuale, mentre altre svolgono principalmente lavoro empirico; alcune si concentrano sul formulare nuove teorie, mentre altre sul mettere a confronto diverse opzioni. Il tema che le unisce è concentrarsi sul raggiungere conclusioni sostanzialmente corrette, non sul come comunicare meglio le conclusioni a cui sono giunte altre persone.

Come sviluppare questi talenti:

Il punto di partenza ideale sarebbe un ruolo in un’organizzazione che si concentri in modo particolare sul tipo di causa che ti interessa. Se ti interessa fare ricerca sulle considerazioni essenziali, potresti candidarti per un lavoro al Future of Humanity Institute; se ti interessa l’ambito del grantmaking, un lavoro presso Open Philanthropy potrebbe essere una buona scelta.

Ci sono altri lavori che mi sembrano promettenti per lo sviluppo di strumenti, abitudini e metodi fondamentali:

  • La ricerca accademica in campi importanti per le cause su cui vuoi lavorare. È difficile generalizzare, ma per quel che riguarda i temi concettuali, penso che filosofia, matematica, scienza dei computer e fisica teorica siano particolarmente promettenti; sul versante empirico, l’economia sembra la più promettente in linea generale, dal momento che sembra importante avere buone conoscenze di scienze sociali quantitative. (Potrebbero essere utili anche altri campi, come la storia e le scienze politiche).

  • Lavori che richiedono di prendere molte decisioni discrezionali e fare molte stime, meglio se su “macro” argomenti e/​o su argomenti il più possibile affini ai temi a cui sei interessato. Ci sono alcuni lavori del genere nella finanza “buy-side” (cercare di prevedere l’andamento dei mercati) e in politica (ad esempio BlueLabs).

Penso anche che ci siano occasioni per esplorare e dimostrare questi talenti attraverso lo studio autodidatta e il lavoro indipendente – con il proprio tempo e/​o con borse di studio pensate appositamente (come ad esempio il EA Long-Term Future Fund grants, Research Scholars Program e l’Open Philanthropy support for individuals working on relevant topics).

Penso che attualmente questi talenti richiedano molta auto-direzionalità, a prescindere dal luogo di lavoro. Per questo testarli per conto proprio può essere una buona idea (anche se, vista la difficoltà, suggerirei di approcciarsi per cercare di capire se possono essere utili/​interessanti/​soddisfacenti piuttosto che per cercare attivamente un lavoro).

Uno schema di base per testare questi talenti da autodidatta potrebbe assomigliare a questo:

  • Analizza teorie e temi legati all’altruismo efficace, approfondiscili molto nel dettaglio e fatti una tua idea “dall’interno” (ovvero basata sul tuo pensiero e la tua logica piuttosto che su quello che pensano gli altri).

  • Esponi la tua visione con chiara trasparenza di ragionamento in luoghi come LessWrong o il forum dell’Altruismo Efficace.

  • Unisciti alla discussione.

Alcuni esempi di approccio:

  • Review critiche e precise di alcuni articoli e argomentazioni su temi lungoterministi. Potrebbe trattarsi di articoli molto importanti come Astronomical Waste, On the Overwhelming Importance of Shaping the Far Future, un capitolo di Superintelligenza o di The Precipice, articoli sulle tempistiche delle IA, ecc. Oppure pezzi più semplici come gli ultimi post del Forum dell’Altruismo Efficace, l’AI Alignment Forum, LessWrong o un blog che secondo te parla di argomenti interessanti. Illustra nella maniera più chiara possibile i punti su cui sei d’accordo e/​o illustra uno o più punti di divergenza con l’autore.

  • Scegli domande come ad esempio “Quali sono le probabilità che una catastrofe esistenziale avvenga in questo secolo?” (molto generale) o “Quali sono le probabilità di assistere a un inverno nucleare in questo secolo?” (più specifica, probabilmente più gestibile). Esponi e motiva il tuo punto di vista sull’argomento e/​o su domande secondarie che potrebbero venirti in mente mentre ci lavori.[2]

  • Approfondisci domande catalogate come “richiede ulteriori indagini” (esempi qui e qui). Prova a individuare domande secondarie su cui fare luce e scrivi un resoconto della tua ricerca.

Per questo tipo di esercizio potrebbe anche essere utile cominciare con qualcosa di più concreto e gestibile. Ad esempio:

  • Illustra o fornisci una critica di argomentazioni su temi che trovi molto interessanti.

  • Fai scommesse e/​o previsioni su PredictIt, GJOpen o Metaculus e motiva il tuo ragionamento.

  • Scrivi fact posts.

  • Analizza con attenzione e illustra e/​o critica i consigli di GiveWell’s e le analisi di costo-efficacia, o i paper di GPI.

  • Scrivi review di letteratura accademica su un argomento che ti interessa e prova a giungere a una conclusione, motivando il tuo ragionamento (Il tag “more than you wanted to know” di Slate Star Codex contiene molti esempi di questo tipo di esercizio; un modo molto semplice per trovare nuovi temi è fare ricerca su domande di carattere medico a cui sei interessato).

In linea generale, non penso che sia necessario preoccuparsi troppo di essere “originali” o di elaborare nuove idee. Per quella che è la mia esperienza, cercare di delineare il proprio pensiero nel dettaglio – anche quando la comprensione della materia è molto basilare o già comunemente accettata – porta in primo piano punti su cui si hanno più dubbi o confusione, da cui spesso si può imparare molto e/​o scoprire altri punti più trascurati. Penso che scrivere di temi trascurati sia l’ideale quando si ha già idea di questi temi, ma anche le spiegazioni chiare e dettagliate e le valutazioni critiche di argomentazioni già esistenti hanno il loro valore.

Monitorare i progressi

Esempi di traguardi a cui puntare quando si sviluppano questi talenti:

  • Stai dedicando molto tempo a questo progetto e stai creando nuovi contenuti. (È probabile che per molti questo sarà il traguardo più difficile da raggiungere, se non altro perché, data l’auto-direzionalità necessaria per questo tipo di lavoro, è difficile mantenere alti i livelli di motivazione e produttività).

  • Senti di aver elaborato e illustrato diverse argomentazioni originali, valide e importanti (anche se non per forza rivoluzionarie) su temi lungoterministi fondamentali.

  • Hai ricevuto feedback positivo a sufficienza (approvazione, commenti, conversazioni private) da pensare che c’è un certo numero di persone (di cui ti fidi e che riflettono a lungo su questi argomenti) che sono d’accordo con te.

  • Hai stretto legami significativi con altre persone interessate a questi temi – connessioni che con ogni probabilità porteranno nuovi finanziamenti e/​o opportunità lavorative. Potrebbero venire da quelle organizzazioni che si dedicano più di tutte ai temi che ti interessano, oppure potrebbe esserci una dinamica “dissidente”, per cui queste organizzazioni non sembrano interessate e/​o sono sulla difensiva ma proprio per questo altre organizzazioni si offrono di aiutarti.

Così a prima vista, la mia impressione è che alle persone adatte a questo talento sarebbe sufficiente un anno di lavoro o studio indipendente a tempo pieno per raggiungere questi traguardi, ma anche 2-3 anni impiegando solo il 20% del tempo (vale a dire un giorno a settimana) dovrebbero bastare.[3] (Penso che questo tipo di ruolo richieda molti “processi in background”, per questo mi aspetto che un anno al 20% sia produttivo più di 15 di un anno a tempo pieno). Farei “partire il cronometro” dal momento in cui si comincia a ritagliarsi del tempo e si fissano degli obiettivi (non aspetterei fino a quando si investe in modo proficuo il proprio tempo perché, come detto prima, è uno degli aspetti più impegnativi di questo lavoro).

Conflitti con “percorsi” di ricerca. Piuttosto che puntare a lavorare su un tema in particolare, come la governance delle IA o l’assegnare priorità alle cause, il mio consiglio è di cominciare da qualunque tema per il quale tu abbia interessi ed energie. Penso che chiunque riesca a farcela seguendo questi criteri abbia buone probabilità di costruirsi una carriera da ricercatore su qualunque tema simile. Per questo penso che sia fattibile testare o esplorare questo talento senza che ci siano per forza annunci di lavoro specifici in un dato ambito (anche se, di nuovo, penso che la percentuale di successi in generale sarà bassa).

Talenti da “comunicatore”

Il profilo in breve: aiutare nella comunicazione di messaggi e idee fondati ed essenziali. Il pubblico può essere molto generalista (scrivere per i media generalisti) o più specialista (scrivere per i policymaker su problemi specifici). Questi messaggi possono essere, ad esempio, l’importanza dei rischi di catastrofe globale, il problema dell’allineamento delle IA, i pericoli rappresentati da programmi governativi segreti per lo sviluppo di armi biologiche, l’altruismo efficace in generale e molti altri.

Esempi:

  • Kelsey Piper e altri giornalisti di Future Perfect.

  • Autori di libri generalisti come The Alignment Problem.

  • Persone che si occupano di social media e/​o podcast, come Julia Galef e Rob Wiblin.

  • Persone che lavorano per think tank, il cui obiettivo principale è riformulare idee fondamentali in modo che siano più attraenti per un pubblico che si occupa di policymaking.

Come sviluppare questi talenti:

Per prima cosa è necessario avere un’idea del tipo di pubblico con cui si vuole comunicare. Ti potresti chiedere ad esempio: “Qual è il genere di persona che comprendo e con cui riesco a comunicare meglio della maggior parte degli altruisti efficaci o lungoterministi?”

Puoi quindi cercare di ottenere qualsiasi lavoro che preveda comunicare con questo pubblico e ricevere feedback in maniera regolare, che si tratti di comunicazione su temi AE/​lungoterministi o meno. Il talento principale che viene sviluppato in questo caso è la capacità generale di comunicare con il pubblico (ma anche la conoscenza di temi AE/​lungoterministi sarà importante a un certo punto). Per questo, se sei interessato a comunicare con un pubblico ampio o piuttosto generalista, la maggior parte dei lavori in campo giornalistico, nonché molti nell’ambito delle pubbliche relazioni e della comunicazione aziendale, fanno al caso tuo.

Penso anche che ci siano numerose occasioni di sviluppare questo talento con il lavoro indipendente, che si tratti di blog, Twitter, podcast o altro. Penso che alcune tra le persone con più possibilità di diventare comunicatori siano quelle che si trovano a loro agio nel creare molti contenuti e nell’interagire in modo naturale con il loro pubblico. (Anche se consiglierei a chiunque svolga lavoro pubblico indipendente di prendere le precauzioni necessarie per evitare di pubblicare contenuti involontariamente offensivi che potrebbero danneggiare le proprie prospettive di lavoro per parecchio tempo, anche se l’offesa percepita è solo il risultato di un malinteso).

Monitorare i progressi

All’inizio la domanda “Sei sulla buona strada per sviluppare un talento “da comunicatore” rilevante per il lungoterminismo?” può essere riassunta in “In linea generale, quanto successo stai avendo secondo gli standard del percorso di carriera (orientato alla comunicazione) che hai scelto?” Più avrai successo e migliore sarà la posizione in cui ti troverai prima o poi per poter comunicare importanti idee lungoterministe al tuo pubblico di riferimento.

Farsi un seguito attraverso la creazione di contenuti indipendenti sarebbe anche un chiaro segnale di compromesso.

In entrambi i casi, puoi aspettarti di avere una valutazione realistica dei tuoi progressi entro i primi 2-3 anni.

Talenti da “imprenditore”[4]

Il profilo in breve: fondare, sviluppare e (almeno per un po’ di tempo) dirigere un’organizzazione che lavora a obiettivi lungoterministi. Alcuni fondano organizzazioni principalmente per essere indipendenti nella loro ricerca e nel loro lavoro. In questo caso invece penso a qualcuno il cui obiettivo dichiarato è investire in assunzioni, management, cultura, vision, ecc., con lo scopo di creare un’organizzazione che possa rimanere operativa anche quando il suo fondatore la lascia.

(Non tutti fondano organizzazioni con questo preciso scopo. A volte un’organizzazione fondata da una persona coinvolge nel lavoro “imprenditoriale” molte persone che arrivano in seguito e ottengono ruoli esecutivi di alto livello).

Esempi:

Alcuni esempi evidenti (l’organizzazione è indicata tra parentesi, anche se la persona non lavora più lì) sono Ben Todd (80,000 Hours), Jason Matheny (CSET), Elie Hassenfeld e io stesso (GiveWell). Molte altre organizzazioni lungoterministe hanno avuto un ricambio consistente ai vertici (facendo sorgere dei dubbi su chi effettivamente abbia fatto il grosso del lavoro da “imprenditore”) e/​o sono centri accademici piuttosto che organizzazioni tradizionali.

Come sviluppare questo talento:

Spesso il mondo imprenditoriale richiede di saper giostrare più compiti di quelli che si possono davvero imparare “nel modo giusto”. Cosa fondamentale, si basa sulla capacità e la volontà di gestire “il minimo indispensabile” (di solito con pochissimo addestramento o guida) molti aspetti e concentrare le proprie energie su quelli che vale la pena eseguire “piuttosto bene”.

Sapendo questo, penso che la persona più adatta per fondare un’organizzazione sia quella che è così convinta della necessità (e del successo) di una tale organizzazione, che praticamente non riesce a immaginare di poter lavorare a nient’altro. Si tratta del tipo di persona che di solito ha un’idea molto precisa di quello che sta cercando di fare e sa come raggiungere i compromessi illustrati sopra. Non solo, è anche disponibile e in grado di gestire grandi quantità di lavoro pur non avendo una solida guida alle spalle.

L’approccio che mi sento di consigliare è il seguente: se non provi il desiderio di creare un’organizzazione (o perlomeno se non hai una visione ben definita), probabilmente non è il momento giusto per diventare imprenditore. Potrebbe invece essere più sensato cercare un lavoro in cui tu possa imparare di più sugli aspetti di quel mondo che ti interessano e comprendere meglio come funzionano le organizzazioni, ecc. Col tempo questo potrebbe servirti a individuare “aree vuote” che desideri riempire.

Se invece hai qualsiasi idea per un’organizzazione che pensi possa avere successo e che ti entusiasmerebbe moltissimo provare a mettere in piedi, allora penso che provare a realizzarla sarebbe un’ottima esperienza formativa e un modo per sviluppare un talento da “imprenditore” generale. Questo vale anche se l’organizzazione che hai in mente non svolge lavoro lungoterminista (ad esempio se è una startup tecnologica tradizionale). Tieni però a mente che potrebbe volerci parecchio tempo (diversi anni, a volte più di 10) per avere un’organizzazione di successo tale da poter farsi da parte in modo responsabile e passare a occuparsi di qualcos’altro.

Monitorare i progressi

Per i primi due anni, un segnale positivo è se la tua organizzazione si trova in una buona situazione finanziaria, non ci sono stati disastri e sta andando bene nell’attrarre nuovi talenti. Per il resto, decidere come sta andando un’organizzazione è spesso questione di opinioni.

Talenti di “community building”

Il profilo in breve: unire le persone con interessi e obiettivi comuni in modo che l’impegno verso quegli obiettivi e interessi sia più forte e per creare più opportunità e connessioni per raggiungerli. Questo si può fare tramite una rete di contatti (conoscere molte persone e far sì che si conoscano a vicenda), incontri ed eventi, assunzioni dirette,[5] ecc. Un’altra componente importante è fornire ai nuovi arrivati le risorse necessarie e aiutarli ad approfondire le proprie conoscenze.

Esempi:

Persone che gestiscono gruppi AE locali, dell’università e altri luoghi, che organizzano EAGx, oltre a molte delle persone che lavorano al Centre For Effective Altruism.

Come sviluppare questo talento:

Con ogni probabilità esiste già una comunità di cui fai parte o un gruppo di persone che conosci con cui puoi cominciare immediatamente a lavorare, in questo modo: facendo rete e presentando persone; organizzando incontri e altri eventi, ecc. All’inizio lo si può fare nel tempo libero, ma se questa mini-comunità comincia a ingrandirsi e prosperare, il mio consiglio è di cercare finanziamenti per espanderti in un lavoro a tempo pieno e di capire se puoi anche aumentare il numero di persone con cui lavori.

Monitorare i progressi

Mi riesce un po’ difficile illustrare le condizioni di “progresso” per questo talento, più che per gli altri talenti in questo articolo. Ci sono un paio di possibilità:

  • Per usare come esempio un modello basato sugli incontri: in linea generale puoi pensare di stare andando bene se entro 1-3 anni (a tempo pieno o part time) hai avuto un ruolo decisivo nel mettere assieme un gruppo in cui le persone interagiscono regolarmente, che ha un buon numero di persone molto motivate che si incontrano di frequente e che ha un certo numero di persone che secondo te dedicheranno buona parte della loro carriera ad avere un impatto lungoterminista di successo. (Dal momento che le dimensioni di queste comunità variano molto, è difficile fornire delle cifre precise. In linea generale, penso a partecipanti regolari che superino la decina e un piccolo gruppetto di persone con buone potenzialità).

  • Altre versioni del community building potrebbero essere meno incentrate sul “organizzare una comunità di altruisti efficaci che si incontrano regolarmente” e più sul “creare eventi che portano a nuove connessioni”. In questo caso penso che un buon metro di giudizio consista nel vedere chi sta “sostenendo” i tuoi eventi con la sua partecipazione (soprattutto se ripetuta) e/​o consigliandoli ad altri.

  • Una definizione un po’ più generale di “progresso”: stai fornendo spazi e/​o servizi (servizi di networking, spazi sociali, spazi di discussione, ecc.) apprezzati e consigliati da un buon numero di persone; conosci molto bene il tuo pubblico di riferimento e il valore che questi spazi hanno per le persone; un gruppo di persone molto promettenti sta facendo buon uso degli spazi che offri.

Talenti nello sviluppo software

Il profilo in breve: Penso che ci siano molti modi in cui lo sviluppo software possa essere utile al lungoterminismo:

  • I laboratori di IA (più che altro nell’industria, ma a volte anche negli ambienti accademici) hanno bisogno di sviluppatori software e la richiesta potrebbe aumentare.

  • In alcuni casi gli sviluppatori lavorano direttamente all’allineamento delle IA; ci sono posizioni di questo tipo presso Anthropic, DeepMind, Miri e OpenAIF.

  • In altri casi possono lavorare a sistemi di intelligenza artificiale estesi e potenti (ad esempio AlphaStar e GPT3) che possono poi essere analizzati e caratterizzati. Se il laboratorio per cui lavorano ha come obiettivo principale quello di ridurre i rischi legati alle IA, ed è quindi cauto nel pubblicizzare e impiegare questi sistemi mentre investe molto nella loro analisi e uso per la ricerca sull’allineamento, allora (almeno in teoria) potrebbe essere una cosa positiva per gli obiettivi lungoterministi.

  • Lo sviluppo di software può essere utile anche per qualsiasi organizzazione che svolge analisi approfondite. Tra queste possono esserci organizzazioni che lavorano in ambito politico (esempio) e altre che lavorano sulla biosicurezza e le contromisure in caso di pandemia (non conosco esempi per quest’ultimo caso, ma con ogni probabilità ce ne saranno in futuro).

  • Lo sviluppo di software tende anche a essere redditizio, soprattutto per coloro che si uniscono presto a una startup di successo. (Si tratta anche di un potenziale background utile per chiunque voglia fondare una società tecnologica). Per questo può essere una buona scelta per futuri filantropi.

Esempi:

Sia Catherine Olsson che Tom Brown hanno sviluppato software presso OpenAi, Google Brain e Anthropic.

Come sviluppare questo talento:

Lo sviluppo di software è un percorso di carriera piuttosto solido. Un buon punto di partenza potrebbe essere App Academy o Lambda School. (Per ruoli presso DeepMind e OpenAI in particolare probabilmente è necessario essere tra i migliori del mondo in questi programmi). Pressoché qualsiasi lavoro come sviluppatore software è un buon modo per sviluppare questo talento. Più sono in gamba i propri colleghi, meglio è.

Monitorare i progressi

Vedi la sezione “progressi” di Mettere in piedi, promuovere e dirigere un’organizzazione.

Talenti nella sicurezza delle informazioni

(In questo caso non c’è molta differenza tra “talento” e “percorso”. Lo stesso vale anche per la prossima sezione).

Il profilo in breve: mantenere le informazioni al sicuro impedendo accessi (o modifiche) non autorizzati. Tra le possibilità:

  • Ricerca su problemi teoretici e all’avanguardia nell’ambito della sicurezza delle informazioni – quali attacchi potrebbero avvenire, in che modo ci si potrebbe difendere, ecc.

  • Lavorare per una compagnia aiutandola a (a) definire gli obiettivi e le necessità nell’ambito di sicurezza; (b) individuare soluzioni pratiche; (c) sviluppare e sostenere queste soluzioni così che le informazioni rimangano al sicuro all’atto pratico.

In questo post Claire Zabel e Luke Muehlhauser affermano: “Le competenze nel campo della sicurezza delle informazioni potrebbero rivelarsi essenziali per affrontare i rischi catastrofici derivanti dalle IA e dalla biosicurezza [...] Più in generale, competenze in questo campo potrebbero essere utili per coloro che cercano di ridurre [i rischi di catastrofe globale], perché a volte questo lavoro richiede di avere a che fare con informazioni che, se usate nel modo sbagliato, potrebbero causare danni [...] È probabile che nei prossimi 10 anni ci saranno decine di ruoli nella sicurezza delle informazioni legati ai rischi di catastrofe globale. Alcune organizzazioni stanno già cercando candidati che rispondano alle loro esigenze (e li assumerebbero già adesso, se li trovassero) [...] Se le persone che si avvicinano a questo percorso non ottengono direttamente un lavoro ma sviluppano le abilità necessarie, potrebbero comunque ottenere una carriera molto redditizia in cui il loro set di abilità sarebbe molto richiesto.”

In generale, sono d’accordo con queste affermazioni.

Esempi:

Purtroppo, per quel che ne so, al momento non ci sono molti altruisti efficaci con carriere già avviate nell’ambito della sicurezza delle informazioni.

Come sviluppare questo talento:

Per sviluppare questo talento un buon modo è lavorare alla sicurezza delle informazioni per qualsiasi compagnia – oppure lavorare in qualsiasi campo di ricerca sulla sicurezza delle informazioni. Se dovessi ipotizzare direi che i lavori migliori saranno quelli presso le grandi società tecnologiche, per le quali la sicurezza è fondamentale: Amazon, Apple, Microsoft, Facebook e (soprattutto) Google.

Monitorare i progressi

Vedi la sezione “progressi” di Mettere in piedi, promuovere e dirigere un’organizzazione.

Carriera accademica

Il profilo in breve: scegliere una carriera accademica spesso significa scegliere con un certo anticipo un campo di ricerca, ottenere un dottorato, accettare ruoli di ricerca, maturare un buon numero di pubblicazioni di tutto rispetto e alla fine puntare a un ruolo come professore associato (anche se ci sono altri lavori che attingono dall’ambito accademico). Si tratta di un percorso di carriera piuttosto limitato, motivo per cui non c’è molta differenza tra “talento” e “percorso” secondo le definizioni date all’inizio dell’articolo.

Ci sono diversi modi in cui una carriera accademica potrebbe rivelarsi utile per raggiungere obiettivi lungoterministi:

  • Potresti svolgere un tipo di ricerca che si ricollega ai grandi temi lungoterministi. In questo caso questo talento si incrocia con quelli di “ricerca concettuale ed empirica su temi lungoterministi” visti in precedenza.

  • Potresti avere l’occasione di aumentare la visibilità di idee lungoterministe di grande importanza all’interno del tuo campo di ricerca. Una sorta di ruolo da “comunicatore” specializzato. (Gli obiettivi del Global Priorities Institute sono spesso una combinazione di questo punto e di quello precedente).

  • Potresti avere l’opportunità di lavorare come consulente esperto per i policymaker e il settore pubblico.

  • Potresti anche avere l’opportunità di introdurre i tuoi studenti a idee lungoterministe di grande importanza, anche attraverso corsi sull’altruismo efficace e il lungoterminismo (esempio). (A margine: penso che se si vuole introdurre gli studenti alle idee dell’altruismo efficace e del lungoterminismo, anche un ruolo di insegnante nella scuola pubblica potrebbe avere un buon impatto).

  • In aggiunta, alcuni ambiti accademici danno accesso a ruoli non accademici ma con un grande impatto potenziale. Quello delle IA è forse l’esempio migliore: studiare le IA e ottenere ottimi risultati all’inizio della propria carriera (perfino prima di ottenere un dottorato) può essere un buon modo per ottenere un ruolo di “scienziato” presso un laboratorio di IA privato. L’economia è un altro campo che può offrire buone opportunità non accademiche, incluse alcune nell’ambito del policymaking.

Ci sono molti ambiti accademici che possono dare questo tipo di opportunità. Tra quelli più rilevanti per il lungoterminismo ci sono:

  • IA

  • Biologia, epidemiologia, sanità pubblica e altri ambiti connessi al rischio biologico

  • Scienza del clima

  • Economia e filosofia, i due ambiti prioritari del Global Priorities Institute

Esempi:

Hilary Greaves del Global Priorities Institute; Stuart Russell del Center for Human-Compatible AI; Kevin Esvelt.

Come sviluppare questo talento:

La carriera accademica prevede un percorso ben definito. Chi lo intraprende di solito ha buone probabilità di ricevere consigli da altre persone in questo ambito su come fare carriera e su come capire se si stanno facendo progressi.

In generale, mi sento di consigliare di dare molta importanza al successo secondo gli standard tradizionali, sia quando si sceglie un campo di ricerca che quando si scelgono temi e progetti, piuttosto che cercare di ottimizzare la propria ricerca per produrre lavori direttamente connessi a obiettivi lungoterministi.

Monitorare i progressi

La mia risposta è grossomodo la stessa che ho dato per i talenti politici e burocratici.

Altri talenti

Ci sono quasi sicuramente altri talenti che potrebbero contribuire direttamente a obiettivi lungoterministi ma che semplicemente non ho pensato di elencare in questo articolo.

Talenti ibridi

A volte alcune persone sono in grado di lavorare in ruoli preclusi ad altri perché possiedono due (o più) talenti tra quelli elencati. Ad esempio, è possibile avere uno sviluppatore software in gamba che sia anche un buon project manager o manager del personale, cosa che gli consente di contribuire come manager di sviluppo software in misura maggiore rispetto a qualcuno che è semplicemente uno sviluppatore software o un manager non specialistico. All’interno della comunità dell’altruismo efficace, la “ricerca concettuale ed empirica” spesso va a braccetto con il talento da “comunicatore” (vedi ad esempio Nick Bostrom e il suo libro Superintelligenza).

Penso che essere pronti a sviluppare talenti ibridi sia una buona cosa, ma è bene tenere a mente che la specializzazione è uno strumento potente. Per sviluppare talenti ibridi l’ideale è cominciare con un talento, per poi individuare un’occasione per svilupparne un altro complementare che migliori le tue opportunità di carriera. Tendenzialmente, eviterei di sviluppare più talenti allo stesso tempo all’inizio della propria carriera.

Al di là dei talenti: sostenere il lungoterminismo in generale

Sono convinto che ognuno dei talenti che abbiamo visto possa dare l’opportunità di lavorare direttamente a obiettivi lungoterministi, che sia per un laboratorio di IA, un’organizzazione altruista efficace, un’istituzione politica o altro. Penso anche che con ogni probabilità ci sono molti altri talenti che potrebbero rivelarsi utili.

Tuttavia, ci sono persone che potrebbero essere più adatte a sviluppare un talento che non dia queste opportunità. Altre ancora potrebbero sviluppare uno di questi talenti e non avere mai queste opportunità.

Penso che queste persone abbiano comunque l’opportunità di contribuire a obiettivi lungoterministi in modi che vanno al di là (ma che includono) del “guadagnare per donare”. Modi che sostengono il lungoterminismo in generale. In questa categoria a me viene in mente:

  • Diffondere le idee lungoterministe nelle proprie reti di contatti. Non intendo dire che bisognerebbe promuovere il lungoterminismo in maniera aggressiva o infastidendo i nostri amici, ma penso che per chi ha buone connessioni e gode di rispetto ci siano diverse occasioni per portare altri ad avvicinarsi a idee importanti che normalmente non avrebbero considerato. (Avere successo in qualsiasi tipo di carriera tendenzialmente porta a fare rete con altre persone di successo). Chi è bravo in questo potrebbe anche diventare una specie di esperto nel discutere temi lungoterministi con una certa categoria di persone.

  • Partecipare (e/​o creare e gestire) spazi lungoterministi e di altruismo efficace come incontri locali, EA Global, cene, feste, conferenze, ecc. La qualità di questi eventi può beneficiare sia della tua presenza che del tuo feedback (vale a dire notando le cose che non vanno e facendolo presente). Penso che non bisognerebbe partecipare a questi eventi solo per un proprio tornaconto: si può fare del bene migliorandone la qualità, in modo che i nuovi arrivati che le frequentano abbiano subito un’esperienza positiva e incontrino persone che rispettano e da cui possono imparare.

  • Diventare un esempio. Puoi puntare a essere un lungoterminista attivo, impegnato ed esperto nel tuo campo e allo stesso tempo una persona che i non-lungoterministi rispettano e sono contenti di conoscere. Penso che le figure di riferimento siano importanti e abbiano un grande potenziale d’impatto. Potresti fare davvero la differenza in qualsiasi comunità tu ti trovi.

  • Farsi sentire “come cliente” delle comunità del lungoterminismo e dell’altruismo efficace. Faccio sempre attenzione quando le persone dicono cose tipo, “Mi sembra di non essere il benvenuto in questa comunità perché ____” o “Non riesco a interagire con i lungoterministi perché ___” oppure “Per me eventi come ___ sono preziosi e vorrei che ce ne fossero di più”. A seconda del proprio punto di vista, ognuno potrebbe notare cose diverse e aiutare la comunità lungoterminista a crescere per attirare più persone come loro in futuro.

  • Crescere dei figli. Mi sento un po’ a disagio a citare questo esempio, ma vi assicuro che il mio intento non è quello di dire a nessuno che “dovrebbe” fare dei figli. Quello che penso, però, è che crescere dei figli è una cosa che richiede tantissimo impegno e che con ogni probabilità rende migliori le aspettative sul futuro. Per questo motivo mi sarei sentito a disagio se non l’avessi citato. Allo stato attuale, mi sembra che i lungoterministi che hanno bambini rendono anche più urgente la necessità che la comunità lungoterminista diventi più adatta per genitori e bambini, una buona cosa (e di non poca importanza) per il lungoterminismo e i lungoterministi.

  • Donare. L’ho inserito quasi al fondo dell’elenco perché penso che “guadagnare per donare” sia già stato enfatizzato a sufficienza rispetto agli altri punti. Ovviamente penso che ci sia la possibilità di avere molto impatto con questa attività.

  • Al momento non c’è nessun luogo scalabile e “ovvio”, simile alle non-profit consigliate da GiveWell, per i lungoterministi. Ma se non hai urgenza di fare delle donazioni, penso che la cosa migliore sia semplicemente risparmiare o investire, preferibilmente seguendo metodi di investimento che meglio rispecchiano i valori lungoterministi (ad esempio assumersi un adeguato livello di rischio per il denaro che si intende donare su un periodo di tempo molto esteso e sfruttare gli strumenti filantropici a disposizione per ridurre le tasse sul denaro che si intende donare – spero che in futuro verranno scritte delle guide per questo genere di cose). Se questo sia meglio che donare immediatamente è oggetto di dibattito, ma penso che sia perlomeno da tenere in considerazione.

  • Un’altra opzione promettente potrebbero essere le lotterie di donatori.

  • Entrambi questi metodi ti risparmiano di dover pensare a ottimizzare le tue donazioni su base annuale. È una buona cosa, perché penso che potresti investire meglio tempo ed energie per puntare al successo come professionista e come persona, contribuendo al successo di tutto il resto.

  • Essere pronto a lavorare direttamente a tematiche lungoterministe se ce ne fosse bisogno o se ne presentasse l’occasione. È difficile dire cosa succederà in futuro. Molte persone che adesso non vedono nessuno spiraglio per una carriera lungoterminista potrebbero avere una grande occasione più avanti.

  • Cambiare lavoro a carriera già avviata può essere difficile: potrebbe esserci una drastica riduzione dello stipendio o di altri aspetti come status sociale, riconoscimenti, apprezzamenti e comodità. Per come la vedo io, chiunque sia disposto davvero a cambiare lavoro molto avanti nella sua carriera ha già raggiunto un grande risultato, anche solo per questo. Se dovessi ipotizzare, direi che hai più possibilità di farcela se possiedi grandi “riserve” in termini di salute fisica e mentale (nonché economica).

  • Dal mio punto di vista, chiunque stia avendo successo nel suo campo e stia sviluppando talenti che pochi riescono a eguagliare, e al tempo stesso è davvero pronto a cambiare lavoro se si presentasse un’occasione migliore, ha già in un certo senso ottenuto un grande impatto lungoterminista previsto (sul lungo periodo), semplicemente attraverso il lavoro diretto. Penso che questo impatto previsto sarà spesso più alto dell’impatto previsto di chi in teoria ha una carriera lungoterminista di successo ora ma non sta per forza avendo prestazioni eccellenti, flessibili o sostenibili sul lungo periodo.

Mi viene da pensare che chiunque stia avendo successo in molti di questi aspetti—a prescindere da quale sia il suo lavoro—sta avendo un grande impatto lungoterminista previsto. Penso che avere successo ed essere soddisfatti del proprio lavoro probabilmente aiuta in tutti questi ambiti.

Come scegliere un talento

Immagino che qualcuno vorrà avere la mia opinione su quale di questi talenti ha il “massimo impatto” possibile.

La mia opinione è che la variabilità all’interno di questi talenti con ogni probabilità rende irrilevante la variabilità tra i talenti. Se sei il migliore in uno qualsiasi di questi talenti, è probabile che avrai un enorme talento previsto; chiunque abbia successo e ottime prestazioni probabilmente sta avendo un impatto previsto molto grande; chi invece riesce a malapena a mantenere il proprio lavoro probabilmente ha meno impatto delle prime due categorie, anche se magari ha un ruolo ad alto impatto.

Credo anche che per sviluppare con successo un talento—al punto da poter essere considerato un “professionista richiesto”—sia di solito necessario attenercisi scrupolosamente e investirci molto tempo per molto tempo. Per questo penso che sia più probabile che le persone abbiano successo quando sono appagate dal proprio lavoro e si trovano in un ambiente di lavoro stimolante, ed è per questo che dovrebbero darci molta importanza quando decidono quale tipo di talento intendono sviluppare. (In particolare all’inizio della loro carriera).[6]

Tenendo questo a mente, vorrei suggerire un paio di regole generali che penso valga la pena tenere in considerazione:

  1. “Riduci N, dove N è il numero di persone più richieste di te per questo talento.” Detto in modo meno formale, “Fai quello in cui avrai successo”.

  2. “Prendi sul serio i tuoi sentimenti e i tuoi presentimenti”. Molte persone sapranno istintivamente quali tipi di talenti provare; penso che in questo caso seguire l’istinto sia una buona idea che non dovrebbe essere soffocata da valutazioni di impatto. (Il che non significa che penso che questi presentimenti siano di solito “corretti”. Penso invece che la maggior parte delle carriere di successo richiede parecchia sperimentazione, imparare che alcuni lavori non sono come ce li si immagina ed eventualmente cambiare rotta. Penso che sia più facile imparare quando si dà retta alla propria curiosità e al proprio entusiasmo; ovviamente questo non vuol dire che curiosità ed entusiasmo portano direttamente alla migliore destinazione possibile).

Credo però che si debbano fare alcune distinzioni per quel che riguarda l’impatto più alto a un certo livello di successo in un talento piuttosto che un altro. Ma qualsiasi stima io possa fare al riguardo sarebbe molto azzardata e influenzata dal mio punto di vista attuale sulla prioritizzazione delle cause, oltre che dallo stato in cui versa attualmente il mondo (e che potrebbe cambiare con rapidità). Penso anche che ci sia la possibilità di avere un enorme impatto lungoterminista previsto con ognuno dei talenti che ho elencato—o anche solo sostenendo il lungoterminismo a prescindere dai talenti.

Conclusione

In questo articolo ho condiviso un certo numero di mie impressioni su come sviluppare un talento e come capire se si stanno facendo progressi, oltre ad alcune impressioni su quali regole generali possano essere d’aiuto per avere successo e produrre un impatto.

L’ho fatto perché penso che mi sia stato d’aiuto nel promuovere un modello di riferimento o attitudine generale utile per la scelta della propria carriera, modello che penso valga la pena tenere in considerazione e che può essere complementare ad altri modelli utilizzati dai lungoterministi.

Mi sento tuttavia un po’ a disagio nel dare consigli lavorativi a chiunque, anche a persone che conosco bene, perché la scelta di una carriera è una questione personale ed è molto facile, per chiunque dia questi consigli, ignorare aspetti importanti della personalità di qualcuno, o della sua situazione, ecc. Sono ancora più a disagio nel pubblicare questi consigli su internet, dove possono essere letti da molte persone in molte situazioni di cui so molto poco.

Per cui voglio concludere consigliando a chi mi legge di non “accettare consigli”, nel senso di non prendere decisioni completamente diverse da quelle che prenderebbero solo perché hanno interpretato in un certo modo quello che una data persona pensa dovrebbero fare. La mia speranza è che questo articolo sia utile nell’ispirare, dare vita a dibattiti e sollevi punti interessanti che le persone potranno valutare e giudicare secondo il proprio pensiero. Spero che non venga utilizzato come un manuale di istruzioni o come guida per una o più scelte specifiche.

Voglio anche lasciare un link a questa pagina, che contiene un buon numero di “consigli anti-consiglio”, incluse alcune mie citazioni qui (“Una carriera lavorativa è qualcosa di personale”), qui (“Quando eccelli nel tuo lavoro, non ti serve il consiglio di nessuno”) e qui (“Non dare troppo peso ai consigli di nessuno”).

  1. ^

    Parte dei contenuti di questa sezione si sovrappone a quelli di 80,000 Hours sul lavorare per organizzazioni altruiste efficaci, soprattutto per quel che riguarda il prepararsi per lavorare presso una di queste organizzazioni. Tuttavia, la mia sezione non include ruoli presso queste organizzazioni che si basino sulla ricerca o che siano altrimenti “particolari”; si tratta di lavori che si basano su competenze “di solito utili” che potrebbero essere impiegate anche presso molte organizzazioni non legate all’altruismo efficace (alcune di esse, benché non dichiaratamente legate all’altruismo efficace, offrono comunque la possibilità di avere un impatto lungoterminista). In poche parole, questa sezione adotta il punto di vista dello “sviluppare talenti utili ad aiutare molte organizzazioni, incluse quelle non AE che svolgono lavori importanti”, piuttosto che quello del “unirsi a un’organizzazione non legata all’altruismo efficace per maturare competenze per un’organizzazione AE”.

  2. ^

    Per questo genere di indagini mi aspetto una sorta di “effetto valanga”, dove da una domanda semplice e diretta (“le probabilità di un inverno nucleare in questo secolo”) si passa a una serie di domande secondarie che ne sono in realtà alla base (“Quali sono in generale le probabilità di un guerra nucleare? Quanto particolato viene rilasciato nell’atmosfera in seguito a un’esplosione atomica? Ci sono testate nucleari più grandi che potrebbero essere utilizzate? E quanto sono grandi?”). Dal momento che è necessario gestire in maniera pragmatica e dare la giusta importanza a ognuna di queste domande secondarie, può essere molto difficile rimanere concentrati sulla domanda generale. D’altro canto, concedersi di indagare temi sempre più ristretti potrebbe rendere più semplice gestire il lavoro.

  3. ^

    Questo tenendo in considerazione che può essere molto difficile investire molto tempo in questo tipo di lavoro. Penso che anche le persone adatte potrebbero incontrare diverse difficoltà nel rimanere concentrate, oltre a investire meno tempo di quanto intendessero fare. Ciò nonostante, mi aspetto che queste persone otterranno più o meno gli stessi risultati nei tempi che ho discusso prima.

  4. ^

    Questa sezione è simile alla discussione di 80,000 Hours sugli “imprenditori senza scopo di lucro”. La differenza principale è che qui punto l’accento sul fatto che un’esperienza imprenditoriale presso un’organizzazione non AE (inclusa una a scopo di lucro) può rivelarsi utile.

  5. ^

    Ad esempio, “organizzarsi online”: chiedere alle persone di intraprendere azioni limitate su tematiche immediate, facendo sì che siano più coinvolte e attratte da tematiche più ampie.

  6. ^

    Vedi anche i miei commenti qui (sezione “Not focusing on becoming really good at something” “Non concentrarsi sul diventare davvero bravi in qualcosa”), che inizialmente avevo fatto come anonimo.

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